Superonda

Superonda

Il divano Superonda esordì, nel 1966, in occasione della mostra Superarchitettura. “La Superarchitettura è l’architettura della superproduzione, del superconsumo, della superinduzione al consumo, del supermarket, del superman e della benzina super”. Così Adolfo Natalini raccontava la sua scelta. Ispirato dal sublime spettacolo emotivo di una Firenze avvolta in un mantello di fango, organizzò la mostra alla galleria Jolly di Pistoia. Non a caso inaugurata un solo mese più tardi dalla famosa alluvione fiorentina.

Con la Superonda anche i suoi giovani progettisti fecero la prima comparsa in pubblico. Gli Archizoom Associati, uno dei gruppi studenteschi fiorentini più influenti dei bollenti anni del Radical design. La Superonda rappresenta il pensiero del vivere in libertà e fuori dagli schemi. La modularità e la semplicità contrapposte all’eccentricità pop. La provocazione mirata alle convenzioni borghesi e la completa autonomia di un prodotto. Sono tutt’oggi gli elementi che compongono l’iconico divano Superonda.

Superonda in Superarchitettura StileDesign stileitaliano stiledesign.it
Superarchitettura,1966 – Foto ©Garuwastake Wikimedia Commons

Inizio del progetto capace di ‘gettare il panico’

L’approccio al progetto Superonda, definito capace di ‘gettare il panico’, nacque con l’obiettivo di proporre una soluzione di divano letto singolo che potesse offrire molteplici espressioni: Chaise longue, piani d’appoggio e arredamento scultoreo. Per l’occasione, gli Archizoom Associati realizzarono un prototipo in compensato leggero, tagliato ad S. All’interno della struttura comparivano delle controvenature per permettere al modello di sostenere la forma ondulata.

Superonda bianco StileDesign stileitaliano stiledesign.it
Superonda – Foto ©Pietro Savorelli – Centro Studi Poltronova

La collaborazione con Poltronova

Fu nella galleria Jolly, che Sergio Camilli , proprietario di Poltronova, ed Ettore Sottsass, suo collaboratore e art director, notarono i giovani designer e la loro proposta. Iniziò qui  la collaborazione tra Archizoom Associati e Poltronova.  La Superonda venne definitivamente messa in produzione. Realizzata in blocchi di schiuma ureica, successivamente tagliata ad S e senza la tradizionale scocca dei divani. Il suo rivestimento in Sky richiamava i lavori di Oldembourg, artista al quale gli Archizoom Associati si ispiravano molto spesso.

Superonda scuro StileDesign stileitaliano stiledesign.it
L’essenza di Superonda – foto di ©Pietro Savorelli – Centro Studi Poltronova

La bollente fine degli anni 60

A cavallo tra gli anni ’60 e ’70, iniziarono a manifestarsi i principi di cambiamento scatenati dal fermento politico, culturale ed economico della società. Furono gli anni del consumismo, in cui si affermò la fine della civiltà rurale e l’inizio di un desiderio di indipendenza da parte dei giovani studenti universitari. Le università francesi e italiane, divennero oggetto di protesta. Seguirono infatti le famose occupazioni del ’68, tra cui quella della Facoltà di Architettura di Firenze. L’obiettivo era un’azione di denuncia del sistema istituzionale volto alla formazione di futuri architetti, ritenuto fallimentare.

I cosiddetti ‘figli traditi’

Sono stati proprio quest’ultimi ad essere maggiormente influenzati dalla nuova ‘sinfonia’ rivoluzionaria italiana. I cosiddetti ‘figli traditi’ nonché giovani studenti, iniziarono a voltare le spalle all’ormai consolidato razionalismo. I punti cardine erano le rivendicazioni di una maggiore partecipazione politica e di una maggiore attenzione ai diritti. Iniziò il cammino verso il forte sentimento di evasione dagli schemi accademici.

Anarchia progettuale – l’entrata in scena del Radical Design

È esattamente in questi anni che il Radical Design (chiamato anche Anti-design o Contro-design) mosse i suoi primi passi a Firenze, preda della rivoluzione progettuale. Gli esponenti più noti del movimento erano (appunto) gli Archizoom Associati (con Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi e Gilberto Corretti) e i Superstudio (con Cristiano Toraldo di Francia e Adolfo Natalini). Noti per la contaminazione del design con l’emergente cultura Pop degli Stati Uniti. Il Radical Design rappresentava l’anarchia progettuale, l’ironia e la provocazione. Essa si rivolgeva alla società dei consumi.

Archizoom e Superstudio StileDesign stileitaliano stiledesign.it
Superonda Safari Gazebi, Archizoom 1968, Architettura Interplanetaria Superstudio 1971 – Foto @trevor.patt by Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Un movimento fortemente concettuale

Il Radical Design è stato un movimento fortemente concettuale, contraddistinto dall’innovazione dell’idea di modernità. Se prima il progetto moderno muoveva “dal cucchiaio alla città”, adesso i gruppi d’avanguardia tenevano vivo il conflitto insanabile tra architettura e design. I prodotti iniziarono a farsi strada da soli, presentandosi come indipendenti, eccentrici e discontinui.

L’ordine, la sistematicità e la pura funzionalità, avevano caratterizzato gli anni del Bauhaus. Questi vennero sostituiti dall’idea di stupire attraverso le immagini e l’estetica.  L’icona del controverso movimento fu Ettore Sottsass, che rese noto il suo pensiero radical con queste parole: “il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l’erotismo, il cibo e persino il design”.

Archizoom Associati

Gli Archizoom Associati si formarono a Firenze, nel 1966 durante gli studi di architettura. I giovani architetti (Paolo Deganello, Massimo Morozzi, Andrea Branzi, Gilberto Corretti e successivamente Dario e Lucia Bartolini), rappresentarono una figura di riferimento per il Radical Design. Il loro orientamento politico aspirava a un significativo cambiamento sociale e una trasformazione del progetto in analisi critica della società.

 La loro esperienza

Nel dicembre del 1966, parteciparono alla mostra Superarchitettura, in cui erano presenti anche i Superstudio. Nel 1968 presero parte alla XIV Triennale, presentando il progetto Centro di Cospirazione Eclettica. Parteciparono anche alla mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York del 1972. Infine, nel 1973 presenziano alla fondazione della Global Tools. Ma fu la collaborazione con Poltronova, nel 1966, che li portò al vero successo. Aprirono la stagione dei divani Superonda e Safari del ’66/’67.

Contemporaneamente allo studio sperimentale

Contemporaneamente allo studio sperimentale del design, gli Archizoom si dedicarono alla ricerca sulla città, la cultura di massa e l’ambiente. La No-Stop City, era un modello di urbanizzazione globale. Rappresentava simbolicamente le condizioni di degrado della città metropolitana. Qui il design divenne lo strumento progettuale per la risoluzione della qualità della vita. Con questa ricerca teorica urbanistica, gli Archizoom riprogettarono molte tematiche del Design Radicale. Il gruppo si sciolse nel 1974.

No-Stop City, 1969 foto di @BM. by Flickr

Nuovi vestiti celebrativi per l’iconica Superonda

In occasione del cinquantesimo anniversario, Poltronova chiese ad ogni membro di Archizoom, di riproporre una nuova versione di Superonda. Gli architetti si divertirono nel riprogettare il rivestimento del divano special.

  • Superonda No-Stop di Gilberto Corretti
  • Superonda Spots di Paolo Deganello
  • Superonda Pois di Massimo e Cristina Morozzi
  • Superonda Stripes di Andrea Branzi
  • Superonda Dressing di Dario Bartolini e Lucia Bartolini 
  • Superonda Babele Decoded di Dario Bartolini.

Lissia Dinoia

@Stiledesign. Riproduzione riservata

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