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Il bracciale Love di Cartier iconico simbolo

Un gioiello leggendario, nato da un sentimento deluso e divenuto simbolo dell'amore senza tempo e vero oggetto di culto tra i più esclusivi

Da più di mezzo secolo il bracciale Love di Cartier, iconico simbolo dell’amore senza tempo, è tra i gioielli più desiderati e preferiti dalle celebrità. Esclusivo oggetto di culto, un classico dal riconoscimento immediato, il bracciale Love è ancora oggi una delle creazioni di maggior successo della Maison d’alta gioielleria Cartier.

Sebbene non sia mai passato di moda, nell’ultimo decennio è tornato alla ribalta, scalando le classifiche dei preziosi più ricercati sul web.

Questo gioiello dal design estremamente semplice e accessibile, tanto da poter essere considerato una creazione del nostro tempo, ha una storia affascinante alle spalle, fatta di amori sofferti, incontri fortunati, intuizioni rivoluzionarie.

Aldo Cipullo, il designer che rivoluzionò la gioielleria

Il gioiello nacque dall’idea di un giovane designer italiano, Aldo Cipullo, la cui intraprendenza, unita al senso estetico e all’attrazione per ‘la città che non dorme mai’ e il suo edonismo, lo consacrarono come il designer più apprezzato e glamour di New York, tra gli anni settanta e ottanta.

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1959, Cipullo frequentò la School of Visual Arts e presto iniziò a lavorare come designer, prima con David Webb e poi presso Tiffany & Co. (insieme a creativi come Donald Claflin), dove ebbe modo di sviluppare il suo personale linguaggio stilistico, in cui forma e funzione avevano una stretta correlazione.

Un incontro determinante

In seguito alla rottura con Tiffany & Co., avvenuta proprio a causa del rifiuto dell’azienda di produrre il bracciale, considerato non in linea con i propri valori di riferimento, Cipullo propose i suoi bozzetti a Michael Thomas, nuovo presidente di Cartier New York e uomo dalla visione lungimirante e incline alla modernità. All’epoca l’azienda era già divenuta indipendente dalla Maison parigina, e cercava nuove possibilità espressive nella contemporaneità e rivolgendosi a un nuovo mercato, comprendendo il valore dell’urban style.

Thomas intuì immediatamente il grande potenziale del bracciale, candidato perfetto per attrarre una clientela più giovane, una generazione di valori e stili di vita completamente nuovi, in linea con la modernità e con i cambiamenti sociali e culturali in atto. Decise quindi di investire sul giovane designer, aprendo la strada ad una collaborazione di successo (Cipullo creò per Cartier altri gioielli tra cui il bracciale Juste un clou, a forma di chiodo ritorto), che lo consacrò come protagonista indiscusso di un radicale cambiamento.

È significativo il fatto che, nello stesso anno in cui Cartier entrò nella storia vendendo un diamante del valore di 1.1 milioni di dollari a Richard Burton per la amata Elizabeth Taylor, venne lanciato anche il bracciale Love, il cui valore, all’epoca, non superava i 250 dollari (la prima versione era in argento placcato oro), circa 1800 dollari odierni.

La scelta vincente dell’influencer marketing

Il lancio ufficiale del bracciale avvenne nel 1969 e il suo successo fu immediato. La scelta di promuovere il bracciale, donandolo a 25 coppie tra le più celebri e chiacchierate dell’epoca, si rivelò una strategia vincente, anticipatrice dell’influencer marketing, facendo esplodere il desiderio del pubblico e dando così vita alla sua popolarità, tanto da essere considerato al pari di un anello di fidanzamento come promessa d’amore.

Un pegno d’amore reinventato in chiave moderna

Si dice che l’idea nacque d’impulso, in una notte, in seguito ad una delusione d’amore. Cipullo sentì il bisogno di conservare i ricordi che erano tutto ciò che gli restava, di creare qualcosa che rimanesse per sempre, ancorato fisicamente al corpo, ma anche intimamente nella memoria, legando a sé indissolubilmente la persona amata (qualcuno lo definì “modern love handcuff”).

Dietro al suo aspetto apparentemente funzionale e minimale si legge dunque qualcosa di più profondo e simbolico. Per esprimere questo sentimento da custodire pensò ad un modo per poterlo manifestare materialmente, in modo emozionante e provocatorio, e tradurlo in un rituale. Cipullo riuscì dunque nell’intento di ricalibrare la percezione di preziosità e reinventare l’antico pegno d’amore in chiave moderna.

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Schizzi del bracciale Love di Cartier; ©A-Parisi-Flickr-CC-BY-NC-ND-2.0.

Forma semplice e un cacciavite per suggellare l’amore

Il modello originale consisteva di due archi rigidi, a forma di C (per rimanere il più possibile aderenti al polso), che venivano fissati senza poter essere sfilati autonomamente. La vera novità era il meccanismo di chiusura: due piccole viti e un cacciavite, originariamente in vermeil (argento 925 bagnato d’oro), che solo la persona amata, custode del cacciavite in dotazione, poteva chiudere e aprire.

“Ciò che le persone moderne vogliono sono simboli d’amore che sembrano semi-permanenti”, dichiarò Cipullo in un’intervista; “O, almeno, richiedono un trucco per essere rimossi”.

Una nuova percezione di preziosità

Da questa idea romantica di amore assoluto ed eterno nacque, di fatto, un gioiello democratico, pensato per essere indossato sempre, in ogni occasione, sfidando le nozioni tradizionali di gioielleria dell’epoca, per cui il gioiello era visto come qualcosa da sfoggiare in occasioni speciali o abbinato ad un outfit specifico.

Inoltre, con l’avvento di Love, Cartier fu uno dei precursori della gioielleria unisex, poiché il bracciale poteva essere venduto, almeno in origine, solo in coppia, per lei e per lui, custodi entrambi dei rispettivi cacciavite.

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Set bracciale e anello in oro e diamanti con cacciavite. Foto Salim AL-Obeidani (Shutterstock royalty free)

Il bracciale attirò con sé non solo desiderio e ammirazione, ma anche un mercato di contraffazione e imitazione, a seguito del quale Cartier decise di assegnare un numero di serie per attestarne l’autenticità. Le prime versioni portavano anche la firma di Aldo Cipullo.

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Illustrazione raffigurante l’iconico bracciale indossato, in 3 versioni diverse. ©A-Parisi-Flickr-CC-BY-NC-ND-2.0

Da icona dell’amore a status symbol

Nei suoi oltre 50 anni di storia il bracciale ha subito alcune variazioni (il sistema di chiusura oggi è più sicuro), e la collezione si è arricchita di altre versioni più preziose: alle più classiche in oro giallo, bianco e rosa, si aggiungono quelle con pavé, del valore di 68.000,00 (per la versione in oro bianco e diamanti dal taglio a brillante).

Inoltre il bracciale, apparso negli elenchi delle migliori case d’asta, tra cui Christie’s e Bonhams, viene considerato ancora oggi un investimento: la sua popolarità continua a crescere e con essa il suo valore, consacrandolo come vero status symbol, grazie anche a quello spirito out of the box che lo contraddistingue da sempre.

Alessandra Parisi

@Stiledesign. Riproduzione riservata

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