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La borsa Lady Dior quintessenza del savoir-faire

“Il vero lusso richiede i migliori materiali e la migliore maestria”. Christian Dior

La borsa Lady Dior è la quintessenza del savoir-faire della Maison parigina: nelle sue piccole dimensioni sono racchiusi i codici stilistici che hanno reso Dior uno dei marchi più prestigiosi del mondo.

Storia della borsa preferita da Lady Diana

La borsa nacque nel 1994, sotto la direzione creativa di Gianfranco Ferré, che mise mano agli archivi per riportare in voga alcuni tratti distintivi della Maison, non più in uso dagli anni ’50. La borsa all’epoca si chiamava, Chouchou, vezzeggiativo francese di preferito, prediletto.
E prediletta divenne presto da Lady Diana quando, nel settembre 1995, la Première Dame Bernadette Chirac, in occasione dell’inaugurazione della retrospettiva su Cézanne al Grain Palais di Parigi, omaggiò la principessa del Galles con la borsa che avrebbe presto fatto parlare molto di sé.

La Première Dame incaricò la curatrice di eventi Francoise Dumas di scegliere un presente per la principessa dalla boutique Dior. Dumas notò in atelier una piccola borsa in tessuto, che fece incartare e spedire all’Eliseo. Quella borsa non era ancora stata lanciata e gli artigiani stavano lavorando a un prototipo in pelle.
Quando il presidente Bernand Arnault venne a saperlo, fece richiamare indietro la borsa e, nel tempo di una notte, ne fece confezionare una in pelle nera. Di fatto si trattò di un accessorio unico, mai visto, indossato per la prima volta da Lady D.

Da Chouchou a Lady Dior

Da quel momento la borsa divenne la preferita di Diana, che la indossò in molte occasioni ufficiali ed eventi, realizzata per lei in differenti materiali e colori.
Ma fu nel 1996 che il destino della borsa prese un’altra direzione, quando, in occasione del Met Gala di New York, Lady D sfece la sua apparizione con un inaspettato abito sottoveste in seta blu e dettagli in pizzo, disegnato da Galliano, accompagnata da una borsa in raso blu notte e dettagli impreziositi da strass.
Da quel momento in poi la borsa Chouchou divenne Lady Dior, in onore di Diana, perfetta testimonial dello stile Dior (La stessa versione è stata recentemente rilanciata per celebrare l’evento che la consacrò a icona, in edizione limitata di soli 200 pezzi).

La borsa divenne presto oggetto del desiderio e ancora oggi è tra le It-bag più apprezzate, non solo nelle nuove edizioni, ma anche nel settore del vintage di lusso, perché considerata un investimento sicuro come accessorio da collezione.

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Lady Dior classica in pelle nera con motivo cannage e ciondoli in metallo ©Sara Gambarelli by Flickr – CC BY NC SA 2.0

L’essenza Dior in una borsa

L’essere stata la borsa prescelta da un personaggio tanto amato e chiacchierato contribuì al suo successo, reso possibile soprattutto grazie alla meticolosità e alla maestria degli atelier Dior.

La silhouette

La borsa esprime la quintessenza dell’eccellenza Dior, con la sua silhouette minimale e le dimensioni ridotte, racchiuse in poche linee pulite, armoniose e cariche di fascino.
La forma è quadrata, sorretta da due manici curvi e rigidi, ancorati al corpo della borsa attraverso occhielli ovali e anelli in metallo.
Questa forma apparentemente semplice rappresentò un elemento di rottura con le tendenze di quel momento, dominate da marsupi e zainetti, e riportò in auge eleganza e raffinatezza a portata di polso.

Il motivo cannage

La signature Dior è presente anche nella lavorazione matelassé della pelle (o del tessuto, a seconda dei modelli), esaltata dalle impunture con motivo cannage, tanto amato da Christian Dior, ovvero il motivo a nido d’ape, tipico delle sedute in paglia di Vienna in stile Napoleone III, sulle quali faceva accomodare gli ospiti durante le sfilate in atelier.
La maestria degli artigiani sta nel far combaciare perfettamente la trapuntatura su ogni faccia della borsa, indipendentemente dalle dimensioni della stessa; compito non facile, visto che la proporzione del pattern cannage rimane invariata.

I ciondoli

A impreziosire la Lady Dior ci sono tanti ciondoli in metallo quante sono le lettere che compongono il marchio: le lettere maiuscole D. I. O. R. tintinnano e luccicano come amuleti portafortuna, un omaggio alla natura superstiziosa del couturier, che mai si separava dai suoi personali feticci.

Ogni esemplare di Lady Dior impiega in media 8 ore di lavoro a più mani da parte di artigiani altamente qualificati, che assemblano insieme gli oltre 140 elementi che la compongono. La borsa è prodotta in Italia da esperti artigiani selezionati da Dior.

Lady Dior tra moda e arte

Dalla sua nascita a oggi, la borsa Lady Dior è stata la testimonial di una femminilità al plurale, proposta in innumerevoli versioni, finiture e colori, estendendo i propri confini e trascendendo età e generazioni, pur mantenendo intatta la sua riconoscibilità e diventando, nel tempo, vera e propria opera d’arte.

Nel 2012 la Triennale di Milano ha ospitato la mostra Lady Dior as seen by, che ha visto l’iconica borsa protagonista di numerose interpretazioni di artisti provenienti dal mondo della fotografia, cinema, pittura e arti visive in genere, tra i quali David Lynch, che ha dedicato alla borsa il cortometraggio surrealista, interpretato da Marion Cotillard. Altri nomi celebri sono stati Peter Lindberg e Maarten Baas, con la sua interpretazione in acciaio e bronzo.

Dior Lady Art

Nelle stagioni successive l’appuntamento con l’arte è diventato per la Lady Dior una costante, dalle versioni raffiguranti i disegni di un giovane Andy Warhol nella collezione A/I 2014 di Raf Simons, al progetto Dior Lady Art, giunto ormai alla settima edizione.

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Un esemplare di Lady Dior che celebra Andy Warhol. Collezione A/I 2014 design Raf Simons – ©othree by Flickr – CC BY 2.0

Il progetto è il pretesto per accomunare su un’unica tela bianca, la borsa, differenti patrimoni culturali e sensibilità artistiche, in un appassionato dialogo tra moda, raffinata sartorialità e arte.

Tra effetti materici, tridimensionali, olografie, colori audaci, ritratti umoristici, personaggi ibridi, ricami, tratti iperrealistici, paillettes e virtuosismi creativi, la borsa è diventata anche uno strumento di denuncia e provocazione, uno spazio attraverso il quale raccontare di identità culturale e di genere, di memoria storica da preservare. Marc Quinn, Zhang Huan, Joana Vasconcelos, Dorothy Iannone e altri artisti internazionali hanno contribuito al progetto.

Non solo limited edition

Oltre alle limited edition stagionali, Dior propone l’iconica borsa in diverse finiture e dimensioni. La versione classica è proposta in 5 misure (micro, mini, piccola, media, grande) ed è disponibile in tonalità neutre o più vivaci. Il motivo cannage gioca con diversi effetti, dalla iconica trapuntatura alla stampa a rilievo, dalle microperline al ricamo tridimensionale.

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Lady D-Lite in tela con motivo cannage in rilievo. ©Arno Senoner, Unsplash

Nella collezione sono presenti anche altre versioni, in rattan e in tessuto, come la Lady D-Lite, nella quale il pattern cannage è sostituito da ricami a mano con motivi floreali e motivi Toile de Jouy.

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Dior Lady D-Lite con ricamo floreale multicolore. P/E 2023. ©Arno Senoner, Unsplash

Lady Dior 95.22

La Lady Dior 95.22 è l’ultima nata negli atelier: 95 fa riferimento all’anno del suo debutto e il 22 all’anno della sua reinterpretazione. La borsa presenta linee ammorbidite e due manici in metallo con dettagli in pelle, da cui pendono gli immancabili ciondoli portafortuna Dior. Il motivo cannage è reso tramite tecniche innovative. La tracolla removibile ne accentua la versatilità. Una borsa che riconosce e celebra il suo passato ma che guarda alla contemporaneità, facendosi ancora una volta interprete della femminilità nelle sue infinite sfumature.

Alessandra Parisi

@Stiledesign. Riproduzione riservata

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